top of page

Sentieri Selvaggi - Quando si sceglie la cultura per lo sviluppo delle aree interne e marginali - 2

Updated: Nov 10, 2020

“Sentieri Selvaggi” è il titolo dato a quattro incontri tenuti da ArtLab - piattaforma indipendente italiana dedicata all’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali – in cui vengono presentati e messi in dialogo differenti progetti e processi di sviluppo territoriale a base culturale nelle aree interne con una forte vocazione cross-settoriale.

Come può la produzione artistica e culturale generare contaminazioni ed esperimenti innovativi nel campo dell’educazione, del welfare e del turismo?


Produzione culturale e welfare nelle Aree Interne e Marginali.

Mercoledì, 10 Giugno, 2020 - 18:30 - 19:30

Secondo incontro proposto dall'associazione ArtLab

Cristina Alga | Fondatrice, Ecomuseo Mare Memoria Viva;

Leonardo Delogu | Coordinatore, progetto Corale, co-creation of rituals for the earthquake area;

Fabio Rossi | Presidente, Cooperativa di Comunità Teatro Povero di Monticchiello.


Attraverso l'esperienza proposta da L. Delogu e F. Rossi, il secondo incontro di dibatto e analisi dello sviluppo delle Aree Interne indaga le possibilità e potenzialità che vengono offerte dall'interazione fra produzione culturale e welfare.

In particolar modo, emerge con importanza il ruolo che riveste l’arte e la cultura sia nella vita quotidiana che nelle situazioni emergenziali (catastrofi naturali) e come possono dare un significativo contributo al benessere dell’individuo e della collettività.

Le aree interne vengono viste come veri e propri oggetti d'arte, grazie ai paesaggi, agli edifici, ma anche alle relazioni tra le persone e lo scontro tra la città e la campagna, tra le tradizioni e la contemporaneità diventa un'occasione per la creazione di una nuova arte sociale. Il ruolo dell'arte è ancora troppo dipendente dal mercato economico, ma questo può cambiare grazie all'intervento delle istituzioni che avranno il compito di garantire fondi continui e di individuare attori che possano agire dal basso.

 

L'incontro si è articolato sulla base delle seguenti domande:

  • Chi sei? Dove lavori? Con chi?

( Da cui emerge un forte rapporto tra Cultura e Cura e come attraverso la cultura si è riusciti ad affrontare il tema della perdita, spopolamento o catastrofi naturali)

  • In che modo, attraverso l'azione culturale, vi prendete cura della comunità? Come questa dimensione di cura, dopo il COVID19, cambierà nei mesi che ci aspettano?

( Welfare culturale è un neologismo che deve essere riempito di significato anche attraverso le pratiche che impiega, e il suo significato cambia a seconda del contesto a cui si fa riferimento. Inoltre, il welfare culturale cambia in relazione ai servizi welfare tradizioni offerti alla comunità.)

  • Nella vostra esperienza, avete instaurato delle collaborazioni stabili con il mondo sociale? Come si coniuga la produzione artistica con la gestione dei servizi welfare?

(Nuovo welfare guarda ad un orizzonte di welfare comunitario - generativo, in cui al centro vi è il tema di cambiamento di relazione tra l'operatore sociale e i destinatari, passando da una dimensione filantropica di assistenza ad una visione e situazione che agevola e tutela l'autonomia.)

  • Le pratiche artistiche e culturali sono utili e interessanti nel cammino verso un nuovo welfare che promuova l'emancipazione dei soggetti. Qual è la vostra esperienza su questo tema?

  • L. Delogu - Ci indichi un'opera artistica o un artista che è/è stato un punto di riferimento nel vostro lavoro sul territorio?

  • F. Rossi - Come vivete la definizione di "area marginale" che le politiche pubbliche utilizzano quando fanno riferimento alle aree interne?

  • Cosa possono fare i donors, le istituzioni e le pubbliche amministrazioni per supportare i progetti sul territorio come i vostri?

"L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparare l'avvenire"( Iscrizione all'entrata del Teatro Massimo di Palermo - Ripensare al ruolo della cultura)

 

Il ciclo di conferenze proposto è una raccolta di Storie di piccoli paesi che diventano luoghi di conoscenza aperta e plurale dalla quale può partire una nuova idea di sviluppo per l'intero territorio.


[testo redatto da: Francesca Meineri e Veronica Valepiano]



11 views0 comments

Comments


bottom of page